CARNI ROSSE – Chiarimenti sulle ultime dichiarazioni dell’OMS.

Lunedì un’agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato che ci sono “prove consistenti” circa l’aumento del rischio legato ai tumori per chi consuma carni rosse e lavorate. Ho messo insieme una serie di domande e risposte per capire che cosa dice davvero il rapporto e se ci sia motivo di essere preoccupati.

Che cos’è la IARC?
L’International Agency for Research on Cancer è un’agenzia intergovernativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha il compito di dare le linee guida sui rischi legati ai tumori.

Cosa si intende con “rischio”?
In generale indica la probabilità che si verifichi un evento. Si parla di rischio assoluto quando viene indicata la possibilità che qualcosa succeda in un certo periodo di tempo. C’è poi il rischio relativo, che indica invece l’aumento o la riduzione della probabilità di ammalarsi per chi ha già fattori di rischio, come una predisposizione genetica.

Quando parla di “carni rosse”, che cosa intende la IARC?
Fa riferimento a tutte le carni di mammiferi che la maggior parte della popolazione mondiale mangia: bovini, suini, ovini ed equini (quindi vitelli, vacche, maiali, capre, pecore, cavalli, ecc.).

E con “carni lavorate” la IARC cosa intende?
Indica tutti i tipi di carne che subiscono una lavorazione, spesso con processi di salatura, affumicatura e stagionatura, talvolta con l’aggiunta di conservanti. Tra i prodotti di questo tipo ci sono i würstel, i prosciutti, le salsicce, carne in scatola, carne essiccata, ecc.

Carni rosse e lavorate fanno venire il cancro?
La IARC ha concluso che “ci sono prove convincenti” sul fatto che le carni lavorate aumentino il rischio di contrarre il cancro. Significa che, sulla base di diversi studi scientifici pubblicati in passato, sono stati identificati legami certi tra il consumo di quei prodotti e l’insorgenza di alcuni tipi di tumore. Sulle carni rosse il legame è meno evidente, allo stato delle ricerche, e per questo motivo la IARC ha definito bistecche e compagnia “probabilmente cancerogene”.

Quindi se mangio molte carni lavorate ho quasi una probabilità su cinque di avere il cancro al colon?
NO. Il 18% di aumento di cui parla la IARC è riferito al rischio stesso di ammalarsi di tumore al colon nella propria vita. Nei paesi occidentali il rischio individuale è di suo intorno al 5% nel corso di una vita, il 18% in più porta a circa il 6% il rischio.

Il modo in cui cucino le carni rosse è influente?
La cottura ad alta temperatura in generale, come in padella o a diretto contatto con la fiamma (barbecue), è nota per produrre alcuni agenti chimici cancerogeni.

Ci sono carni rosse più sicure di altre per la salute?
Anche se alcuni ricercatori si sono occupati del tema, per ora è impossibile stabilirlo con certezza. Non è nemmeno possibile dire se ci siano carni lavorate più sicure in base al metodo in cui vengono preparate e conservate.

Ho sentito dire che mangiare carni rosse o lavorate è pericoloso quanto fumare, è vero?
NO, è una semplificazione dei media dovuta in parte a come funzionano i sistemi di classificazione della IARC, non così immediati da comprendere. Per fare ordine tra le varie sostanze che analizza, l’agenzia usa da tempo 5 categorie nelle quali inserisce le sostanze in base alla consistenza delle prove raccolte sul loro essere cancerogene. Le categorie indicano unicamente quanto è concreto un legame causale tra una sostanza e almeno un tipo di tumore: non dicono nulla sulla scala del rischio o sulla pericolosità, servono solo per dire “gli scienziati finora hanno appurato queste cose”.

Pollo e pesce sono sicuri?
Carni di questo tipo non sono state valutate dalla IARC, quindi non possono essere definite più o meno sicure rispetto alle altre. È bene sempre ricordare che si parla di rischi legati al cancro, non di altre malattie.

In che modo posso prevenire il tumore al colon-retto?
Il tumore al colon-retto è il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità in molti paesi occidentali, dopo quello al seno nelle donne e il terzo dopo quello alla prostata e al polmone negli uomini. È una malattia rara nei primi 40 anni di vita, mentre dai 60 agli 80 diventa più frequente: in Italia riguarda ogni anno circa 40mila donne e 70mila uomini. Tra i consigli per fare prevenzione, soprattutto se si è a rischio elevato (presenza di altri casi in famiglia), ci sono una dieta con pochi grassi e poca carne, molte fibre, molti vegetali e un consumo adeguato di frutta. Dopo i 50 anni è consigliabile un esame delle feci ogni due anni, con una colonscopia almeno ogni 10 anni: la combinazione dei due esami consente di individuare il 75 per cento dei tumori per tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...